CIAMBELLONE DI BIANCA SENZA BUCO

Pomeriggio di un sabato di 45 anni fa.
Mentre il ragù coi fegatini di coniglio (le cicche, le chiamava l’Ernesto), sta cuocendo lentamente sul fuoco, una mamma degli anni ’70, col suo bel grembiulino tutto rouche e trine, lotta a suon di mestolate con la sua bambina che zuppa le dita ciccione nella ciotola dove viene preparato il ciambellone per la domenica.
L’impasto che riuscirà a conservare dalle grinfie della bimbetta cicciona, lo colerà in uno stampo a ciambella di alluminio spalmato di burro e spolverato di farina.
La cucina è invasa dal profumo di limone che, non ho mai capito perchè, se ne grattugiava lei la buccia, emanava un profumo che io non sono mai riuscita a ritrovare in tutti questi anni di lavoro con i dolci.
Una cosa è certa oggi: in quel momento, quando mi arrivavano le mestolate di legno sulle dita sudice di impasto ed il profumo di torta mi impregnava i vestiti, stava nascendo TiaCake con tutto il suo amore per la tradizione, per i dolci, per le cose fatte con amore.
Oggi ho voluto ricreare quel momento magico là, esortando mia madre a riprodurre quell’atmosfera. Stavolta niente mestolate sulle mani, perchè Tia era impegnata a fare le foto.
Ringrazio mamma Bianca per averci regalato quello che per me è sempre stata la torta di conforto, quell’angolo morbido e sicuro dal quale farsi abbracciare come da una soffice coperta.

Ingredienti

  • 128g di burro
  • 227g di zucchero
  • 4 uova
  • 265g di farina
  • 140g di latte
  • la scorza grattugiata di un limone BIO lavato ed asciugato
  • 1 bustina di lievito vanigliato

Procedimento

Da casalinga degli anni ’70, mamma, benchè abbia gestito a meraviglia la cucina di un ristorante di nicchia, non è mai riuscita a far pace con le attrezzature che alla mia generazione velocizzano i lavori, per cui lei continua ad andare di “forchetta”, invece che di impastatrice, oppure di mestolo.
Mi ha stupito vederle prendere la frusta!
Ciò che vedrete fare in foto con forchetta, potete tranquillamente farlo fare alla nostra amata planetaria.
Partiamo!

In una bacinella inserite il burro e lo zucchero. Iniziate a lavorarlo così da far ammorbidire il burro ed amalgare i due ingredienti.

Secondo mamma più si lavora l’impasto in ogni sua fase, maggiore sofficità daremo all’impasto una volta cotto.

In una bacinella a parte aprite le uova e rompetene la struttura con una frusta, ma non serve inglobare aria, quindi l’operazione non dovrà durare più di un minuto senza sbattere.

Inserite l’uovo nella bacinella con il burro e lo zucchero ed iniziate ad amalgamare intanto con la forchetta.

Anche nel caso in cui usiate la planetaria, fate in modo che gli ingredienti siano ben mescolati tra di loro e non restino residui grossolani e fluttuanti di burro

Utilizzando la frusta, cominciate a mescolare l’impasto usando una certa velocità.

Dopo averla setacciata, unite all’impasto, un po’ per volta, tutta la farina. Mescolate con la frusta per farla inglobare uniformemente agli altri ingredienti.

Aggiungete il latte suddividendone il contenuto in due volte. Fate assorbire tutta la prima quantità prima di aggiungere la seconda

Aggiungete la buccia del limone bio, grattugiata. Non usate essenze, abbiamo dei limoni straordinari, usiamoli e poi una mamma degli anni ’70, non usava essenze!

Facendolo passare da un colino a maglie fini, setacciate il lievito vanigliato sull’impasto e mescolare nuovamente. 

Una volta che tutti gli ingredienti saranno stati mescolati tra loro e l’impasto risulterà liscio e fluido, trasferirlo in uno stampo precedentemente imburrato e spolverato di farina.

IL CONSIGLIO DI TIA

Imburrare ed infarinare lo stampo è sempre una buona regola, sia che siamo la casalinga anni ’70, sia che siamo quella 2.0. Però oggi abbiamo strumenti che le nostre mamme non avevano ancora conosciuto, come la cartaforno, con la quale possiamo foderare lo stampo, facendola ben aderire alle sue pareti che avremo spennellato con un pennellino di olio d’oliva, o di semi (tanto il sapore non si trasferirà alla torta. L’olio servirà solo per far aderire meglio la cartaforno, specialmente quella da mettere ai bordi), oppure burro fuso al posto dell’olio. 
Altro metodo ancora più rapido è usare lo spray staccante. Una spruzzata su bordi e base ed il nostro stampo diventa antiaderente.

Una volta trascorsi i 30 minuti d’ordinanza, la prova stecchino servirà per capire se la nostra torta è cotta alla perfezione, anche se già da almeno 5 minuti il profumo che si è propagato nell’aria dovrebbe aver lasciato pochi dubbi in proposito.
Lasciate raffreddare la torta, poi trasferitela su un vassoio dove avrete messo un centrino di carta pizzata
Aiutandovi con uno stencil per dolci ed uno spargizucchero (ma potrà andare bene anche un setaccio), realizzate il decoro molto semplice, cospargendo tutto il top della torta con zucchero a velo vanigliato.
In uno dei prossimi tutorial troverete il sistema molto semplice per realizzare un bellissimo stencil fatto in casa.
Questa dose basterebbe per 8 persone, no 6, forse 4, meglio se la mettete sotto chiave, che altimenti ve la mangiate tutta da soli! 

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L’unico limite è la fantasia

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