SAN VALENTINO CON INVITO

Parliamo sempre di ricette, di piatti, di ingredienti andati a cercare chissà su quale montagna in cima al mondo e difficilmente però trattiamo l’argomento presentazione. Non l’impiattamento del cibo che invece spesso viene curato, bensì la preparazione della tavola, la mise en place, la messa in scena.
Su, forza, alzi la mano chi, per un invito importante ha pensato di coordinare tovaglia, argenteria, cristalli ed ovviamente centrotavola.
Ma nessuno, o ben pochi. Purtroppo!
Sì, purtroppo perché l’apparecchiatura è il secondo segno di accoglienza che l’ospite riceve dalla padrona di casa. Il primo è il sorriso di benvenuto quando gli apre la porta.
La tavola, una bella tovaglia, sedie ben allineate, posate lucide e bicchieri cristallini, magari candele e fiori, ahhhhh che meraviglia!
Ma facciamo che sia San Valentino e l’unico nostro ospite è la persona che amiamo (hai detto poco!). E facciamo anche che magari è il nostro primo San Valentino insieme e che comunque vogliamo fare bella figura. E facciamo pure che lavoriamo fino alle sei di sera.

Hummmm come si conciliano male le cose!!!

Tempo per far spesa ce n’è ovviamente poco, figuriamoci andare a comprare fiori, stirare la tovaglia, lucidare l’argenteria, rinfrescare piatti e cristalli aiutoooooo! Sì, perché argento macchiato e cristalli non perfettamente scintillanti sono orribili al solo pensiero e mostrerebbero solo sciatteria e poca precisione in casa.
Ecco arrivare in nostro soccorso La fabbrica delle idee shop, dove, preventivamente ho ordinato tutto il necessario per poter fare bella figura senza sbattimenti ed in un battito di ciglia ho ricevuto il pacco a casa con tutti gli oggetti per l’apparecchiatura.
Ricordo Zia Claudia, istrionica padrona di casa che, non propriamente avvezza a cucinare per gli amici, anche se ne adorava la compagnia, per paura di incartarsi tra la cura dell’arrosto e delle lasagne, aveva l’abitudine di apparecchiare con le sue preziosissime stoviglie, la sera prima della cena.
Senza arrivare a tali estremi, forse stendere una bella tovaglia sarà un’operazione davvero alla portata di tutti anche se fatto due ore prima dell’arrivo del nostro amato e potrà accogliere il delizioso coordinato di piatti che ho scelto tra i colori a disposizione (rosso, bianco, oro). Ma data la festa particolare, come non optare per il rosso fuoco?

Allestiamo!

Quindi rossi i piatti piani, quelli fondi, quelli per il pane e per il dessert, che metterò in tavola dulcis in fundo.

Non mi faranno assolutamente sfigurare i bicchieri componibili col fondo a scelta in colori diversi che, anche in questo caso ho adottato nella versione rossa, sia per i calici del vino, che per il flute del prosecco. Sarà con stelo rosso anche il flute per lo spumante, che collocherò sul tavolo al momento del dessert sostituendo quello del prosecco.
Ancora rosso il bicchiere da acqua, stavolta però monocolore, sempre trasparente come i calici, ma totalmente rosso e di forma senza stelo, come la moda mi richiede.
Vediamo la disposizione.
Il calice per il vino (dando per scontato che a parte un prosecco di apertura, abbia scelto un vino a tutto pasto per cui servirà un unico bicchiere), verrà posizionato sul lato destro davanti al piatto, un po’ spostato verso il coltello.
Sul lato sinistro del calice del vino verrà posizionato il bicchiere da acqua e davanti ad entrambi, posizionato più o meno centralmente ad essi, verrà collocato il flute.

Anche le posate, potrete trovarle argentate perfettamente simili a quelle vere ma in polipropilene, ma a patto che prima di poggiarle sul tavolo, le passiate con un panno morbido ed asciutto per toglierci le vostre impronte sicuramente antiestetiche. Idem per i calici: una passata di panno laddove li avete trattenuti con le mani per montare la base allo stelo, li farà brillare di più.

Vediamo la disposizione.
Sul lato destro del piatto, parallelamente al lato del tavolo a fianco del commensale, va posizionato il cucchiaio se è prevista una portata che lo richieda, altrimenti non si mette.
Alla sinistra del cucchiaio va il coltello, con la lama rigorosamente rivolta verso il piatto e ben allineato col cucchiaio.
La forchetta invece va sul lato sinistro del piatto e con i rebbi (qualcuno erroneamente li chiama “denti”), rivolti verso l’alto ed allineata alle due posate precedenti. Nel caso di apparecchiatura formale in cui si prevedano più posate dello stesso tipo, ma di dimensione diversa, andranno messe parallele tra loro e, vicina al piatto, andrà sempre la posata più lunga scalando poi fino alla più piccola, che troveremo quindi verso l’esterno. Ma non è questo il nostro caso.

Quindi un bel tovagliolo in linea con il resto dell’apparecchiatura, che non farà scandalizzare nessuno se la tovaglia sarà di lino con intarsi in pizzo all’uncinetto ed i tovaglioli saranno di carta usa e getta, sempre in color rosso. L’apparecchiatura formale vuole che il tovagliolo vada sul lato sinistro del piatto, accanto o sotto la forchetta, in modo che il commensale ne prenda uno spigolo con la mano sinistra e, con movimento rapido e non chiassoso, lo dispieghi collocandolo sul ginocchio sinistro. Certa che la vostra non sia una cena di questo tipo, vi consiglio la più informale disposizione sulla sinistra. Mettiamolo a nostro agio il nostro ospite: vogliamo che torni di nuovo, vero???

Un piccolo vezzo in più il portacandela (rossa, manco a dirlo), che sicuramente reperirete tra i vari soprammobili di casa, raccomando solo che non sia troppo appariscente ed impegnativo per una tavola già ricca di colore. Perché sì, pensateci bene, il colore fa volume! Infatti un colore forte come il rosso ed il nero, occupano già da soli lo spazio. Considerate la tovaglia come un foglio bianco su cui scrivere. Un puntino nero di penna ed il foglio non è più vuoto. Un puntino bianco ed il foglio continua ad essere vuoto. Idem la tovaglia: un’apparecchiatura bianco su bianco, per quanto stratosfericamente elegante, all’occhio risulterà sguarnita, per cui permetterà anche il lusso di aggiungere centrotavola impegnativi e candelabri pure alti.
Non è il caso della nostra tavola in cui, tutto quel rosso ha già riempito con la sua importanza, anche gli spazi vuoti della tovaglia!

Azzardate quindi qualche fiore (ho scritto “qualche”, quindi due o tre), meglio ovviamente se fresco, ma anche belle rose di stoffa, da poggiare disordinatamente sul tavolo, come a voler dire “passavo di qua e casualmente mi sono poggiato su questa tavola deliziosa!”. E invece no! Non sarà affatto casuale, né disordinato. Lo poggerete con garbo o nel centro accanto alla candela, oppure dalla parte opposta del tavolo dove la vostra mano sinistra incontrerà quella del vostro amato (hai visto mai che a fine sera quella mano non venga adornata da un magico cerchietto in oro con quella cosuccia per niente volgare, specialmente se di molti carati, chiamata solitario?). Strategico, vero? Ovviamente subito dopo l’aperitivo, via i fiori, che farete sparire con destrezza sopra un mobile della sala da pranzo, lasciando libero lo spazio per le portate della vostra cena.

Una nota simpatica, anche se non avete più vent’anni, sarà il piccolo palloncino a forma di cuore gonfiato ad elio, che sarà come un discreto spettatore della vostra cena romantica, o perché no, un piccolo mazzo di palloncini sempre gonfiati ad elio, a forma di cuore, o comunque di color rosso che, sistemati in un angolo della casa, daranno quel tocco di festa in più rendendo sicuramente gioioso l’impatto della sala sul vostro ospite.

E per finire un’ultima chicca sono i cuoricini da spargere sulla tovaglia ma con parsimonia, perchè ricordatevi che già la vostra tavola è molto ricca di stoviglie, fiori, candele; troppi orpelli ancora renderebbero eccessiva l’apparecchiatura. Però su questi confettini sparsi sul tavolo potete tranquillamente poggiare vassoi da portata, perchè essendo piatti diventano come un decoro della tovaglia stessa.

Importantissimo!!! Qualsiasi sia la scelta del menu e la sequenza di piatti che allieteranno la vostra seratina a due, è assolutamente necessario che la candela del centrotavola sia priva di profumo. Guai una cappasanta al profumo di pino silvestre, o violetta, o peggio di rosa, perché avevate le rose di stoffa ed avete avuto la brillante idea di abbinarle al loro profumo naturale! Ecco, di naturale non c’è proprio nulla nel profumo delle candele e se proprio volete l’aroma delle vostre candele preferite, almeno lasciatele per contornare la vasca da bagno dove vi immergerete per un dopo cena da San Valentino.

Ma questo non è un argomento inerente alla cucina e ve lo lascerò trattare da soli.

L’unico limite è la fantasia

logo la fabbrica delle idee
Share on facebook
Facebook
Share on pinterest
Pinterest
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on telegram
Telegram