TORTA DI PASTA MATTA, CIPOLLE ED ERBE AROMATICHE

Ero indecisa se far riferimento al periodo storico in cui questa ricetta è stata concepita; non volevo che una rubrica di cucina vedesse annebbiare la sua aura di gioia e spensieratezza. Ma un blogger è comunque qualcuno che riempie dello spazio in rete che difficilmente sarà cancellabile, per cui credo che noi scribacchini dell’invisibile abbiamo l’obbligo morale di riportare l’atmosfera in cui stiamo vivendo.

La faccio breve.
Ci fu un periodo di cui si seppe l’inizio solo perchè cominciò e la cui fine fu rimandata e rimandata poi (ad oggi che scrivo nemmeno la conosco), in cui la gente di tutta Italia fu obbligata a restare chiusa in casa.
Si ritrovarono agli “arresti domiciliari” direttori di banca che cercavano disperatamente un angolo della casa dove fare lo smartworking senza i litigi dei figlioli, proprietari di ristoranti improvvisamente senza il patema d’animo delle prenotazioni, parrucchieri che si misero a potare la siepe del giardino con taglio scalato, insegnanti stritolati dalle piattaforme con cui continuarono l’attività didattica per non far perdere l’anno scolastico agli allievi e poi chiunque avesse a che fare con pubblico senza necessità della loro presenza fisica.

Restarono in servizio tutti i lavoratori di estrema utilità, da chi approvvigionava e vendeva cibo, medicine, pezzi di ricambio, meccanici, costruttori, manutentori, idraulici e operatori sanitari tutti, quest’ultimi furono i grandi eroi della storia, anche se in realtà fecero ciò che il loro lavoro gli richiedeva, come agli autotrasportatori ed ai dipendenti dei supermercati.

Il mondo era in scacco di un esserino microscopico dal nome reale, che di reale aveva soltanto il numero di contagi, di ammalati e di morti che causava.

Tutte le ripercussioni economiche le avremmo scoperte solo più tardi.

Tra una puntata della serie preferita in tv, videocall con parenti ed amici lontani, passeggiate a ripetizione per la pipì del cane,  incontri canori sui balconi, gli italiani scoprirono di avere una cucina in casa e si ritrovarono a tu per tu con la dispensa, ravvisando nella realizzazione di cibo, uno dei passatempo maggiormente efficaci contro lo stress che il timore del contagio e la clausura forzata stavano causando.

Lo spread ebbe un crollo vertiginoso inversamente proporzionale all’aumento di peso degli italiani.

Le ricette che d’ora in avanti leggerete sono nate in questo periodo, o poco prima. Sono realizzate con ingredienti senza grandi pretese.
Non troverete caviale e nemmeno tartufo perchè l’italiano ricominciò a tirar fuori da sotto la polvere la famosa arte di arrangiarsi di cui era sempre stato un portatore sano e, in questo dolorosissimo frangente, riconobbe di avere una marcia in più rispetto a tutti gli altri popoli, proprio nella sua capacità di sentirsi un signore anche con povere cose.

Questa torta salata, deliziosa al punto di costringermi a tagliarla in tre pezzi e sigillarne due in congelatore per timore di finirla tutta, è dedicata agli italiani, popolo strafottente, trappolone, cialtrone, dall’inventiva immensamente geniale e dal cuore infinito, generoso e nobile. #Andràtuttobene! 

Ingredienti

Per la pasta matta (ricetta dalla rete)

  • Farina 250g
  • Acqua 130g
  • Aceto di vino bianco 15g
  • Sale 5g
  • Timo un ramoscello
  • Olio extra vergine d’oliva 30g

Per il ripieno

  • Cipolle bianche 2 per un peso pulite di 310g
  • Mentuccia, Maggiorana fresca e Timo per un totale di 7g
  • Prezzemolo 5g
  • Salvia 2 foglie grandi
  • Uova 3
  • Lerdammer 130
  • Sale qb
  • Pepe qb
  • Besciamella 330g
  • Parmigiano grattugiato una manciata
  • Pane americano integrale 130g
  • Latte 60g
  • Acqua 60g

Procedimento

Per prima cosa spezzetto il pane in una ciotola e poi ci verso sopra i 60g di latte ed i 60g di acqua e lo faccio ammorbidire.

Preparo la pasta matta mescolando farina, sale e timo in una planetaria col gancio. Aziono la macchina a bassa velocità e aggiungo piano piano l’acqua facendola inglobare tutta, prima di aggiungere l’aceto.

Una volta che i liquidi sono stati incorporati, aggiungo l’olio e faccio impastare ancora una decina di minuti.

Finisco di impastare con le mani.

Su un foglio di carta forno metto a spolvero un po’ di farina e nel centro di esso dispongo il panetto di pasta.

Chiudo a pacchetto e metto in frigorifero per almeno mezz’ora

Ora mi dedico al ripieno.
Sbuccio e taglio a pezzi non troppo sottili, le due cipolle che metto insieme ad un cucchiaio d’olio, in una padella.

Aggiungo tutte le erbe aromatiche compreso il prezzemolo, tritati finemente a coltello.

Faccio andare a fuoco medio finchè non vedo che potrebbero attaccarsi. Aggiungo dell’acqua bollente ed abbasso il fuoco. Porto a metà cottura aggiungendo in totale due ramaioli e mezzo di acqua bollente e due pizzichi di sale. Spengo il fuoco quando l’acqua sarà stata completamente assorbita dalle cipolle.  Lascio raffreddare trasferendo le cipolle in un contenitore.

In una ciotola capiente sbatto leggermente le uova con una frusta, poi aggiungo il pane che avrò sbriciolato con le mani, poi la besciamella e mescolo tutto. Incorporo quindi il Lerdammer tagliato finemente a coltello ed il parmigiano. 

Aggiusto di sale e se mi piace aggiungo il pepe e poi incorporo le cipolle.

Tolgo la pasta matta dal frigo e la stendo con le mani direttamente sulla carta forno.

Spalmo di burro uno stampo con apertura a cerniera e ci trasferisco la pasta dentro, alzandola sui bordi. Ovviamente tolgo la carta forno e riempio il guscio di pasta matta con il ripieno.

Ripiego sul ripieno il bordo di pasta ed inforno a 190°C per mezz’ora.

Una volta trascorso il tempo opportuno, sforno la torta e la lascio raffreddare nello stampo. Apro quindi l’anello della tortiera e faccio scivolare sul vassoio di portata la torta, aiutandomi con un tarocco, o una paletta da cucina.
Non abbiate paura dell’odore di cipolla che non si sentirà affatto e poi in tempo di coronavirus, bisogna mantenere le distanze! Inoltre, la cipolla rinforza le difese immunitarie!
Non mi resta che avvisarvi: crea dipendenza!

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